Courtesy of Musem of Brands, London

Il Museum of Brands, Packaging & Advertising a Londra

Courtesy of Musem of Brands, London

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Oggi vi presento un piccolo museo nel quartiere di Notting Hill, vicino al Portobello Road Market, interessante soprattutto per chi si occupa di packaging, graphic design, marketing e pubblicità del prodotto. Se vi servono idee per una tesi di laurea [...]

o per alimentare la vostra creatività, qui potreste trovare qualche spunto.

Al Museo dei marchi, del packaging e della pubblicità sono esposti oltre 20.000 oggetti originali raccolti nell’arco di circa cinquant’anni da Robert Opie, studioso del consumismo inglese dall’epoca vittoriana ai nostri giorni. Da principio un’esposizione al Victoria & Albert Museum di Londra intitolata The Pack Age: A Century of Wrapping It Up, nel 1984 la collezione diventa il Museum of Packaging and Advertising di Gloucester, per poi spostarsi di nuovo a Londra nel 2005 con il suo nome attuale.

Courtesy of Musem of Brands, London

Courtesy of Musem of Brands, London

Il museo è piccolo e “condensato”: si percorre il Time Tunnel, una “galleria del tempo” di circa due secoli costituita da più corridoi, ciascuno dedicato a un decennio. Ogni corridoio è stipato di bottiglie, lattine, barattoli, flaconi, scatole di latta e di cartone, involucri di carta, pacchetti, vaschette, etichette, volantini e cartelli pubblicitari di beni di largo consumo in prevalenza di marchi inglesi e americani.

Tra i vari prodotti ce ne sono alcuni che fanno bella mostra di sé tuttora anche nei nostri negozi: ad esempio gli snack KitKat, Mars e Bounty, la Coca Cola e la Pepsi, la Guinness, i cereali Kellogg’s, i tè Lipton e Twinings, lo sgrassatore VIM, le saponette Palmolive, i cosmetici Rimmel, ecc.

Dopo un iniziale interesse limitato ai marchi da supermercato (prodotti alimentari, cosmetici, prodotti per la casa, ecc.), Robert Opie ha esteso la sua raccolta ad altri ambiti dello shopping inglese: giochi e giocattoli; riviste, fumetti e giornali; cartoline, volantini, souvenir, gadget e poster prodotti in occasione di eventi speciali, come la Great Exhibition di Londra o le incoronazioni dei sovrani britannici, e di eventi che hanno segnato la storia, come la Prima e la Seconda guerra mondiale o l’emancipazione femminile; spartiti musicali, grammofoni e radio; vestiti e calzature, ecc.

La collezione illustra la storia dei marchi esposti e la storia dei loro consumatori: come i marchi si sono evoluti attraverso l’uso creativo del packaging e della pubblicità, e come la società è cambiata in seguito all’introduzione e all’uso quotidiano dei beni di largo consumo appartenenti a questi marchi.

Il museo è self-guided, ossia si visita per conto proprio. Chi vuole trarre il massimo dalla sua visita può usare le schede di lavoro disponibili gratuitamente. Ogni scheda è orientata a una particolare materia e contiene una serie di domande cui rispondere mentre si fa il giro del museo. Le materie sono: Pubblicità, Arte e design, Branding, Marketing aziendale, Studi sulle aziende, Strategia della comunicazione, Graphic Design, Studi sui mezzi di comunicazione, Packaging, Comunicazione visiva, Marketing, Proprietà intellettuale. Sebbene il museo sia piccolo, la persona realmente interessata ci mette almeno 1 ora per visitarlo tutto.

Nel museo ci sono anche una piccola Sala da tè e un Gift Shop.

Courtesy of Museum of Brands, London

Courtesy of Museum of Brands, London

Museum of Brands, Packaging & Advertising
2 Colville Mews, Lonsdale Road, Notting Hill, London, W11 2AR
Aperto da martedì a sabato dalle 10 alle 18 e domenica dalle 11 alle 17
Chiuso il lunedì (tranne le bank holiday); chiuso 25/26 dicembre, 1 gennaio e l’ultimo weekend di agosto
Ultimo ingresso: 45 minuti prima dell’orario di chiusura. Biglietto per adulti: 6.50 GBP
Fermata metro: Notting Hill Gate. Autobus: 23, 7, 28, 31, 36, 52, 70, 238
Avvertenza: il museo è un po’ imboscato; per andare sul sicuro, vi conviene andare sul sito ufficiale del museo e scaricare e stampare la mappa cliccando su “here” in “Map” nella webpage “Visit Us”.

Fonti: pagine web Museum of BrandsRobert Opie Collection, giugno 2014

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